La prevenzione visiva nei bambini: i campanelli d’allarme in età prescolare

Antonella Panizzi

Prevenzione

Il tema della prevenzione visiva è fondamentale nella diagnosi delle patologie oculari ed è importante promuovere la prevenzione a partire dalla primissima infanzia, per individuare già nei bambini le circostanze che possono portare a un aggravamento di patologie complesse a carico del sistema visivo.

Infatti secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo oltre 253 milioni di persone hanno problemi legati alla vista e circa l’80% delle problematiche visive potrebbero essere curate o evitate grazie alla prevenzione.

Esistono patologie visive che sono presenti già alla nascita – congenite o genetiche – e che possono determinare una condizione di ipovisione; altre patologie visive, invece, si manifestano nel momento in cui il bambino inizia a maturare la fissazione, intorno ai sei mesi di età, oppure più avanti intorno ai due anni per cause principalmente refrattive (ametropie – miopia o ipermetropia – elevate o non corrette).

Lo sviluppo della funzione visiva si completa intorno ai 18 mesi: questo periodo della maturazione visiva del bambino viene definito periodo critico e durante questa fase sarà più facile cercare di correggere le problematiche che impediscono al sistema visivo di svilupparsi correttamente.

Il periodo plastico del bambino termina intorno ai sei-sette anni di età: è fondamentale sottoporre i bambini a visite oculistiche secondo le tempistiche consigliate e individuare i campanelli d’allarme di un problema visivo. Grazie alla prevenzione visiva sarà possibile riscontrare per tempo eventuali anomalie visive nei bambini e, con la giusta terapia, il recupero visivo può essere totale e spesso si può ripristinare la normale acuità visiva con l’occhio controlaterale.

La prevenzione visiva nei bambini è fondamentale: bisogna sottoporre i bambini a visite oculistiche e prestare attenzione ai campanelli d'allarme
È importante sottoporre i bambini a una visita oculistica già nella primissima infanzia, per individuare eventuali problemi e intervenire per mantenere o ripristinare la funzione visiva

Tempistiche delle visite oculistiche

Per la prevenzione visiva nei bambini è fondamentale rispettare alcune tempistiche riguardo alle visite di screening e oculistiche:

  • in genere la prima visita oculistica si fa alla nascita con uno screening neonatale, per scongiurare patologie congenite, quali cataratta congenita, alterazioni retiniche o tumori a carico dell’apparato visivo;
  • il secondo step avviene nel momento in cui il bambino ha acquisito la lateralità, una maggiore attenzione e una buona collaborazione per l’esecuzione dell’esame della vista, che avviene tendenzialmente o con la proiezione di figurine semplici sull’ottotipo, o mediante E di Albini. In questo modo si può quantificare il visus in termini di decimi;
  • se non vengono individuate problematiche importanti, il terzo step avviene a ridosso dell’avvio del percorso scolastico, intorno ai 6 anni di età.

Facciamo attenzione ai campanelli d’allarme

A volte, per poca conoscenza, esperienza o disattenzione, queste scadenze non vengono rispettate. Dunque, nonostante l’iter standard nel controllo della vista, è bene che un genitore sappia riconoscere potenziali campanelli d’allarme per un ulteriore controllo e per prevenire situazioni che possono portare a una deprivazione visiva.

Di conseguenza cosa dovrebbe sapere la famiglia? Quali attenzioni dovrebbero avere i genitori?

Il primo aspetto da considerare è l’anamnesi familiare: è molto importante perché ci permette di fare una cronistoria di eventuali patologie visive all’interno del nucleo familiare. Veniamo così a conoscenza di possibili patologie ereditarie quali cheratocono, glaucoma, cataratte congenite o strabismi. Inoltre è bene sapere anche se i fratelli o le sorelle hanno sviluppato un problema di vista e se i genitori stessi hanno ametropie elevate (miopia o ipermetropia) o altre alterazioni visive.

Il modo più efficace di individuare potenziali campanelli d’allarme di un problema visivo è osservare il bambino nella sua quotidianità: i suoi atteggiamenti, gli spostamenti, il gioco, tutti questi aspetti ci dicono molto sulla condizione visiva. Le domande da porsi sono le seguenti:

Come sono gli occhi del vostro bambino?

  • non sono allineati, con una deviazione perenne o momentanea, nei momenti di disattenzione o di maggiore stanchezza;
  • in una foto fatta con il flash i riflessi della luce sulla pupilla non sono allineati, oppure un occhio manifesta un riflesso rosso e uno bianco;  
  • gli occhi hanno movimenti involontari, spesso associati a un movimento oscillatorio del capo;
  • le palpebre sono sempre rosse, screpolate e gonfie;
  • gli occhi hanno una simmetria palpebrale con una delle due palpebre o entrambe che ricoprono il campo pupillare;
  • la lacrimazione è intensa durante le attività a tavolino.

Cosa fa il bambino?

  • non fissa gli oggetti statici e non segue gli oggetti in movimento;
  • strizza frequentemente gli occhi, soprattutto se guarda da lontano;
  • assume un atteggiamento viziato del capo nel momento in cui deve fissare un oggetto;
  • si strofina molto gli occhi;
  • ha molto fastidio alla luce e si copre spesso con le mani per evitare i raggi diretti;
  • chiude sempre lo stesso occhio nel momento della fissazione;
  • ha difficoltà nella lettura e avvicina molto gli oggetti.

L’elenco mette in evidenza diversi campanelli d’allarme a cui i genitori devono prestare attenzione; rappresentano segnali di una possibile problematica visiva, atteggiamenti che il bambino mostra e che è importante individuare dal momento che raramente i bimbi si lamentano di un problema legato alla vista.

Una volta riconosciuti i segnali è necessario un accertamento: la visita oculistica permette di individuare e correggere eventuali problemi, escludere complicanze o avviare un percorso di riabilitazione visiva, laddove necessario.